INTERVISTA A GIUSEPPE GALANTE, LEADER DELLA HISTORY ROMA 3Z 1983

Abbiamo intervistato un’ icona del calcio a 5 laziale, un ragazzo di quasi 40 anni che ha ancora la forza di correre dietro ad un pallone come se fosse un bambino. Con lo stesso spirito e la stessa voglia di quando si ama una cosa, in questo caso questo sport, come se fosse la cosa più importante della propria vita (dopo la propria famiglia ovviamente). Questo è Giuseppe Galante.

Buongiorno Peppe…..Leader indiscusso in queste ultime stagioni della History Roma 3Z insieme a Daniele Didone…….è finito l’ennesimo campionato vuole darci un giudizio sulla vostra stagione?

GALANTE: ” Buongiorno a voi,  il leader indiscusso è Daniele Didonè. Io sono solo uno che ci mette tanta tanta passione e amore  per questo sport. La stagione è andata benissimo. Partita con l’ obiettivo di salvarci poi man mano abbiamo visto che la squadra c era e rispondeva agli input del Mister e abbiamo pensato e creduto di poter fare di più e alla fine secondo me abbiamo fatto molto di più.”

Mr.Scaccia in un intervista precedente ha detto che probabilmente qualche meccanismo all’interno dello spogliatoio non è andato come doveva….cosa pensa?

GALANTE: ” Ho letto l’ intervista del Mister, è successo quello che capita a tutte le squadre, quando qualcosa non va ci si chiude nello spogliatoio e ognuno esprime il suo punto di vista e può nascere qualche disguido. Ma giocando da 26 anni so che questo rientra nella normalità. Il problema vero della stagione, è che non abbiamo mai potuto schierare Daniele per problemi di infortunio. E quando per tutto l’ anno ti manca il tuo giocatore migliore è un problema. Anche l’ assenza di Scuderi è stata un problema, anche se qualcuno dei giovani che sono stati chiamati in causa fin dall’ inizio della stagione hanno fatto delle grandissime prestazioni , io veramente sono rimasto piacevolmente colpito”

Anche quest anno ha contribuito notevolmente con grandi prestazioni e molti goal alla causa in più diventa sempre più importante il suo ruolo e la sua esperienza per far crescere al suo fianco giovani promesse…..è un ruolo che ama questo?

GALANTE: “Grazie per le grandi prestazioni, i tanti goal soprattutto perchè i miei compagni, soprattutto Guitaldi, mi dice che gioco tanto. Le prestazioni nascono dal fatto che al di fuori di mia moglie e i miei figli il calcio a 5 è la cosa più importante per me, lo faccio con grande amore, passione e professionalità. Poi posso risultare simpatico o antipatico ma quando indosso la maglia per giocare metto sempre il 100%di quello che ho. Forse anche per quello quando gioco una gara, dal fischio d’ inizio fino alla fine gioco per la maglia e per i miei compagni. E lo farò fino a quando mi daranno l’ opportunità di farlo.Per quanto riguarda il discorso giovani a me piace quando qualche giovane chiede qualche consiglio sia tattico ma anche al di fuori del campo, sono sempre disponibile se vedo che dall’ altra parte c è disponibilità. Quando vedo che c è il mio stesso impegno e la mia stessa passione sono il primo a venire in aiuto.Purtroppo una volta era diverso, adesso sono pochi quelli che vengono e chiedono consigli, anche il modo di scherzare è diverso….prima c’ era più rispetto. Sono cambiate le cose…..ma forse è perchè sono invecchiato io “

Si sente ancora bene fisicamente per poter affrontare un altra stagione di alto livello e ha già chiaro il suo futuro?

GALANTE: “Ho finito la stagione fisicamente benissimo, ho avuto solo un piccolo acciacco al polpaccio durante l’ anno ma io già da giugno rinizio a prepararmi fisicamente perchè l’ età me lo impone e perchè voglio farmi trovare pronto. Sicuramente continuerò……vedremo quello che succederà. Voglio fare ancora un paio di anni, ancora un anno ad altissimi livelli perchè è stato un anno positivo e sono convinto di poter fare ancora meglio perchè c’ è tanta voglia e le gambe vanno finché il cuore e la testa le supportano. Ascolterò volentieri qualunque proposta.Vi ringrazio per questa piacevole chiacchierata. Un ringraziamento speciale va a Massimo Palermo che mi è sempre stato vicino, mi ha tirato le orecchie quando c’ era da farlo e mi ha fatto i complimenti quando li meritavo.”

 

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