Intervista a DANIELE PERRINI D.S. del CISTERNINO

Daniele Perrini http://www.futsalplayers.it/archivio/perrini-daniele/ è uno dei Direttori Sportivi più vincenti degli ultimi anni, ha infatti costruito molte vittorie del CISTERNINO futsal, la squadra pugliese è passata nel giro di pochi anni dalla C2 al passo più grande di fare la serie A, sfumata ai play off la scorsa stagione. Il duo PERRINI – CASTELLANA ha creato qualcosa di unico nella cittadina pugliese, un ciclo vincente che proprio quest’anno è terminato. Ai nostri microfoni il Direttore ha risposto a queste domande:

 

Buongiorno Direttore, l’ addio a Mr Francesco Castellana  http://www.futsalplayers.it/archivio/castellana-francesco/ e la scelta di Mr.Parrilla è la conferma che si riparte con un nuovo ciclo che proverà a salire in serie A?

D.P.  La scelta di cambiare Castellana non significa certo che lui non è un grande allenatore, con il quale non si possa puntare ai più importanti successi. la promozione in A non deve essere un ossessione ma un sogno e con il nuovo Mr. Parrilla abbiamo voluto aprire un nuovo ciclo, che magari ci porterà a qualcosa di importante, ma che non sarà l’obiettivo principale. Abbiamo intenzione di puntare fortemente sul settore giovanile e siamo sicuri che lui sarà un ottimo coordinatore.

 

Tutto l’ambiente e soprattutto lei a livello personale è molto legato a Castellana perchè questa scelta di cambiare?

D.P. Dopo quattro anni credo che fossimo giunti alla fine di un ciclo come spesso accade in questo sport. Con lui siamo ottimi amici e e ha lasciato un segno profondo nella società e nell’ambiente. E’ un vincente ed è parte integrante delle vittorie di questa società e a lui auguriamo il meglio.

 

Oltre a quello di Castellana ci sono gli addii di Martellotta e Baldassarre, vuole dirci qualcosa?

D.P. Cosi come Castellana, Martellotta e Baldassarre sono stati fulcro di un capitolo assolutamente  fantastico. Ci mancheranno umanamente e tecnicamente. Lasciano entrambi uno stupendo ricordo.

 

Parliamo del presente, oltre all’arrivo del Mister, ci dobbiamo aspettare colpi di mercato importanti?

D.P. Chissà, il mercato si è aperto da poco ma la rosa che stiamo costruendo è già competitiva. Il colpo più importante sarà comunque il gruppo, che spero possa crearsi già dal primo giorno di allenamento.

 

Avete in rosa due portieri molto importanti, giovani e italiani. Vuoi descriverceli un po?

D.P.  Un ottimo giocatore è colui che unisce il talento al cervello. Sono tutte due ragazzi umili che lavorano sodo in tutti gli allenamenti. Lupinella è giovane e rientra nel giro della Nazionale Under 21, Mattia De Simone http://www.futsalplayers.it/archivio/de-simone-mattia/  è una garanzia di affidabilità e serietà. Per entrambi i risultati sono visibili. Abbiamo due grandi numeri UNO.

 

Quali sono gli obiettivi della società per la stagione 2016/2017?

D.P. Crescere, non fermarsi. Perseguire una mentalità vincente e umile. Getteremo le basi sin dal settore giovanile e continueremo a lavorare e sognare in silenzio. L’obiettivo è dare sempre il massimo e lavorare giorno dopo giorno: i risultati saranno una naturale conseguenza.

 

Cosa pensi del sito futsalplayers?

D.P.  Un sito completo, utilissimo per seguire i giocatori e osservarne i loro miglioramenti. Al giorno d’oggi la comunicazione è fondamentale e futsalplayers lo fa alla grande.

 

Grazie mille e in bocca al lupo al D.S. Perrini e al Cisternino con l’augurio che fra un anno di questi tempi il direttore possa stare a costruire una squadra da serie A.

Parliamo di……

…….Mr. VANNI PEDRINI, http://www.futsalplayers.it/archivio/pedrini-vanni/ ha vinto in tutte le società dove ha allenato. Ha portato in questa stagione per la prima volta la MA GROUP Imola c/5 ad una promozione storica nella massima serie. E anche preparatore atletico della Fortitudo Baseball Bologna , con cui ha vinto ogni trofeo nazionale e internazionale nelle passate stagioni.

Ma il miracolo sportivo lo ha compiuto  sabato 14 maggio, quando  il cronometro della palestra “Cavina” di Imola segna la fine della gara e  dà inizio alla festa. Dopo aver vinto l’andata in Sicilia per 5-4, l’Imola supera per 3-2 l’Augusta anche nella gara di ritorno della finale playoff ed è per la prima volta nella sua storia in serie A.

In 2 stagioni, la squadra di mister VANNI PEDRINI  ha infatti totalizzato una media vittorie pari a .923 grazie allo stupefacente ruolino di 45 successi ottenuti, 6 pareggi e solo 4 sconfitte subite.

Dopo aver dominato lo scorso campionato di serie B, gli uomini allenati da Pedrini hanno dato vita ad una spettacolare regular season, ribaltando gran parte dei pronostici degli addetti ai lavori e chiudendo al secondo posto con 54 punti, uno in meno del vincitore e ben più quotato CameDosson. Squadra con cui hanno perso la finale di Coppa Italia, sconfitta dalla quale è partita la grande stagione della squadra emiliana che ha saputo reagire e meritare la promozione.

 

 

Intervista a MATTEO SABBATINI PEVERIERI

Matteo Sabbatini Peverini è un portiere ed allenatore  di 26 anni, da un anno ha preso il patentino da Allenatore di Calcio a 5, e gli piace molto lavorare con i ragazzi oltre a difendere la porta della propria squadra.E’ in cerca di una società che gli proponga un gruppo di giovani da allenare.

Buongiorno Matteo, parlaci subito delle tue esperienze da Giocatore e cosa vorresti dal futuro ?

M.S.P.  Buongiorno a voi e grazie per la possibilità che mi date. Sono un portiere che ha avuto alcune esperienze regionali. Non ero molto ambizioso, giocavo semplicemente perché  mi piaceva farlo, poi ho avuto la fortuna di avere Leonardo Romagnoli come allenatore e lavorando con lui ho scoperto che dovevo impegnarmi e lavorare duro ogni giorno se volevo ritagliarmi il mio spazio. E’ stata una grande annata e abbiamo ottenuto una promozione. Avrei voluto continuare a lavorare con lui, ma i programmi societari dovuti anche ad una fusione sono stati altri. Peccato solo che non me lo abbiano neanche comunicato. Ho fatto anche un paio di stagioni nella squadra del mio quartiere ma non ho avuto in questo caso la fortuna di imbattermi in un allenatore che ha creduto in me. Proprio invece il lavoro di Romagnoli mi ha stimolato l’idea di prendere il patentino da allenatore.

Bene, parlaci di questa esperienza del corso di Allenatore con Menichelli.

M.S.P. E’ stata un esperienza fantastica che ha arricchito molto il mio bagaglio. Amo chiamare Menichelli col giusto appellativo di Professore, perché le sue sono vere lezioni di calcio a 5, nella quale ho potuto apprendere molte cose che mi ritrovo adesso. Ho molti bei ricordi sia dei compagni di lezione come Lucileia e altri campioni ma anche ottimi allenatori e amici che stanno facendo bene con le giovanili come Maciocca e Baciorri. Avere la possibilità di ascoltare lezioni di calcio a 5 da un maestro come Menichelli che ha portato l’Italia in due mondiali sempre tra le prime quattro al mondo è una cosa importante e di cui vado molto fiero. Ho avuto anche un blocco emotivo durante l’esame orale dovuto proprio alla presenza del grande Ct con cui durante le lezioni si era creata grossa complicità.  Visionare filmati con situazioni di gioco e analizzare portieri tipo quello dell’ Argentina e del Brasile o lo stesso Mammarella per un portiere come me è stato di grande aiuto.

 

Nonostante la tua ancor giovane età hai già esperienze lavorative nei settori giovanili. Quali sono i tuoi programmi e le tue ambizioni future?

M.S.P. Già dal 2010 ho iniziato a lavorare con i ragazzi, sia come allenatore che come preparatore dei portieri che inizialmente credevo potesse essere il mio vero ruolo visto che sono portiere, credevo di poter trasmettere ai ragazzi più giovani le mie competenze ma col tempo ho realizzato che le mie soddisfazioni più grandi le trovo allenando un gruppo di ragazzi e cercando di impartire loro oltre che nozioni tattiche e tecniche quegli stimoli, la determinazione, la grinta che sono fondamentali per raggiungere obiettivi importanti. Quest’anno ho potuto allenare col CSI un gruppo di 2000-2001, praticamente al primo anno e nonostante le tante difficoltà sia per motivi logistici legati alla società sia perché i ragazzi partivano da zero con molto lavoro e molta pazienza ho notato in molti di loro molti miglioramenti e per me è una grande soddisfazione. Inoltre ho potuto lavorare grazie a Massimiliano Scortechini al L’airone  allenando i portieri under 21 e allievi. Inoltre ho fatto qualche panchina in prima squadra in serie D con la mia società.

Ci vuoi fare un nome di un portiere giovane che secondo te potrà fare bene in futuro?

M.S.P. Alessio Passarini è un ragazzo di prospettiva su cui punterei molto

Chiudiamo parlandoci di quello che vorresti fare nell’ imminente futuro.

M.S.P. Senza offendere nessuno, ho lavorato sempre in realtà di quartiere, oratoriali. E non ti nascondo che ho avuto pochi giorni fa una richiesta da una società sempre di questo livello che mi fa piacere aver ricevuto e che sto valutando però vorrei provare a misurarmi con realtà un po più grandi, che mi diano la possibilità di lavorare su un gruppo di ragazzi che abbiano già un minimo di base di scuola calcio a 5, che facciano quindi un campionato agonistico che vada dai giovanissimi alla Juniores. In una società seria, dove ci sia la possibilità eventualmente anche di poter fare il portiere in una serie C magari. Perché la serie D mi sta un po stretta. Credo di meritare qualcosa di più.

L’idea di affiancarti ad un allenatore che abbia più esperienza, per crescere, la prendi in considerazione?

M.S.P.Dipende, preferirei gestire un gruppo di ragazzi personalmente, magari prendendomi tutte le responsabilità, anche sbagliando se servisse a imparare e crescere. Purtroppo diversi miei colleghi allenatori usano il collaboratore come porta birilli, io invece se devo affiancarmi ad uno vorrei poter contare qualcosa, confrontarmi con lui, proporre esercitazioni. E’un discorso un po diverso.

Grazie mille a Matteo e lo salutiamo chiedendogli che ne pensa del nostro sito?

M.S.P.E’ una bella iniziativa, avere un database che fornisce molte informazioni può essere utile a tutto il mondo futsal. Inoltre diventa anche una vetrina per allenatori come me che vogliono mettersi in gioco e non conoscono molte persone. Stessa cosa credo valga per società un po piccole che hanno bisogno di visibilità.

 

FLAMY&ALE: GIOIA E COMMOZIONE ALLA FESTA DEI PIU’ PICCOLI e … scusate se non parlo di calcio!

di Marco Giustinelli

E’ difficile non scadere nella retorica quando il cronista cerca le parole per descrivere l’emozione che ti procura essere tra questi bambini e abbracciare i visi ancora segnati dalle lacrime di che ha perso un figlio e una figlia che hanno calcato questi campi, che hanno sorriso o si sono disperati come le centinaia di ragazzini, dalla categoria dei “miniciccioli” ( neologismo tutto zaccardiano ) a quelle più istituzionali di Piccoli Amici, Pulcini e Esordienti che in queste settimane hanno riempito questo circolo di Via Centocelle che, una volta l’anno, diventa il centro del mondo del Futsal dedicato a chi comincia a conoscere questa disciplina e, vivaddio, la considera ancora solo e soltanto un bellissimo gioco. E solo in un ambiente con queste caratteristiche che, accanto al calcio, si rinnova il miracolo della speranza. Flaminia e Alessio come Giorgio Castelli, come Alessandro Bini. Morti assurde, ingiuste. Avvenute con modalità e in momenti diversi, ma con uno stesso denominatore: appartengono a quella categoria di eventi che lasciano sconcertati chi non riesce neanche ad immaginare cosa significa perdere un figlio. Ma qui, come nel caso di Giorgio e Alessandro è avvenuto di più, quel seme di dolore, innaffiato quotidianamente dalle lacrime di una madre e di un padre, si è trasformato in un albero di Speranza, dove i frutti che si colgono sono quelli della solidarietà, della condivisione, dell’attenzione ai bisogni dei più piccoli, dei più poveri. E in questo, il mondo del Futsal giovanile di Roma e provincia diventa bellissimo protagonista, stringendo in un grande abbraccio di affetto e di solidarietà chi con quel dramma dovrà convivere per il resto dei suoi giorni. Lo stesso Comitato Regionale, per mano del presidente Melchiorre Zarelli ha voluto che quella che una volta era la “Coppa Primavera”, oggi si è trasformata in “Flamy&Ale”, per vivere, per ricordare che lo sport è l’humus naturale dove questi valori prendono vita e si condividono con chi, almeno per il tempo passato a giocare insieme, diventa padre, madre, fratello, sorella. Anche Marco Tosini, arbitro ai massimi livelli nazionali e oggi Delegato Provinciale del calcio a cinque, nel suo bellissimo intervento in apertura, non ha parlato di calcio, ma ha voluto stringere intorno a se tutti i ragazzi presenti e ha ricordato ai genitori presenti che questi giovani atleti non hanno certo il dovere di diventare campioni, ma sicuramente il diritto di giocare, divertirsi ed essere felici. Otto edizioni disputate da quel maledetto giorno di Maggio del 2008. Ma anche otto feste, otto momenti di allegria e serenità per tanti bambini e ragazzi che corrono incontro ad una palla. Complimenti a coloro che continuano a credere che il calcio a cinque è anche un modo di crescere insieme. Un modo di sentirsi Campioni anche se la palla non va proprio dove volevamo tirarla e dove la delusione della sconfitta o l’esaltazione della vittoria dura lo spazio di una lacrima o di un sorriso. Poi, via di nuovo a correre, con il sole negli occhi e il vento tra i capelli.
La Festa conclusiva ha visto premi per tutti, coppe e medaglie che si sono unite a dolciumi e cioccolatini. E tutti si sono abbracciati con un “arrivederci all’anno prossimo”.
Scusate se non ho parlato di Futsal, di uscite pressing, di gioco del portiere o di pivot e laterali, ma oggi c’era davvero qualcosa di più bello e emozionate da raccontare …

INTERVISTA TRICOLORE, VINICIUS DUARTE è campione d’Italia

Lo abbiamo svegliato telefonicamente dopo una lunga nottata di festa. Asti è tricolore e lui campione d’Italia per la terza volta. Anche se di sere di festa ne ha fatte diverse avendo vinto anche 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe e una Winter Cup.

VINICIUS DUARTE si è reso disponibile e noi lo ringraziamo ma ci sembrava doveroso dover cogliere le emozioni di uno degli artefici di questo Scudetto.

Abbiamo subito chiesto a lui quali fossero le emozioni ancora calde che ha provato dopo l’ultimo rigore calciato e realizzato da capitan Ramon che ha fatto esplodere il Pala San Quirico.

V.D. E’ stata una grande gioia, festeggiare questo scudetto davanti ad un pubblico cosi importante che ci ha sostenuto sempre. Un emozione forte poter vincere dove non si credeva possibile. Voglio ringraziare tutti.

Per te è il terzo scudetto personale dopo le vittorie con la Marca, questi tre scudetti sono diversi tra loro?

V.D. Ogni Scudetto ha un sapore diverso. Normale che l’ultimo sia sempre quello più forte, soprattutto perchè era il meno aspettato. Ad inizio anno nessuno tra società e staff ci aveva chiesto di vincere e la squadra non era costruita per diventare campione d’Italia. E poi l’inizio di stagione è stato difficile e siamo partiti male male.

E’ fuori discussione che tu sia un vincente, lo dicono anche i numeri. Dal 2010 hai praticamente sempre alzato almeno un trofeo a stagione. Quale è il segreto per essere cosi costanti nell’essere protagonisti?

V.D. Intanto fortuna. Poi serve essere circondati da compagni bravi, da uomini veri e forti giocatori. Che siano disposti al sacrificio e che siano capaci di aiutarsi uno con l’altro per superare momenti difficili che ci sono sempre in una stagione. E poi l’esperienza, quest’ultima è fondamentale per vincere e negli anni io mi sono accorto di averne acquisita diversa.

Polido e Cafu, due grandi tecnici che ti hanno dato tanto, quali sono le differenze sostanziali tra loro?

V.D. Polido è il più professionale tra gli allenatori con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Mr.Cafu invece ha altre doti. Intanto è molto tranquillo, ha grandi capacità di gestire il gruppo e ascolta molto i propri giocatori per metterli nelle condizioni di dare sempre il 100%.

Sappiamo tutti le vicende societarie dell’Asti, ci puoi confermare qualcosa e soprattutto dirci del tuo futuro anticipandoci?

V.D. Ti confermo che qui ho finito. Non vorrei parlare della società, per rispetto che ho per le persone. Al momento non ho grosse proposte in Italia, ho due proposte allEstero di cui una in Azerbaigian.

Infine un ultima domanda, con la nazionale Italiana hai fatto 22 presenze realizzando anche 10 reti. In vista dei mondiali di settembre in Colombia, puoi sperare di rientrare nella lista dei convocati e dove può arrivare questa Italia?

V.D. No, non rientro nei possibili convocati, il mio ciclo con la Nazionale è concluso. Però ho molti amici e compagni che faranno parte della spedizione in Colombia e non ti nascondo che io farò il tifo per la Nazionale Italiana che ha tutte le carte in regola per arrivare sul podio.

Grazie mille a Vinicius Duarte e in bocca al lupo per il suo futuro

 

intervista a Mr Gargelli, aspettando il mondiale in Colombia

“Una partita a scacchi giocata alla massima velocità”, questa una delle frasi che indicano il calcio a 5 per mister Sergio Gargelli di Firenze.

L´amore per questo sport e la voglia di approfondirne le conoscenze nascono  grazie al magico momento del Furpile Prato durante gli allenamenti di quello che lui considera il suo “maestro” Jesus Velasco.

Dopo alcune esperienze da allenatore nel regionale approda  a Prato, come tecnico delle squadre giovanili e secondo di Pippo Quattrini alla prima squadra. Vittoria dei campionati regionali Under 21 e Juniores. Ed esordio in serie A2.

Poi la grande occasione di fare uno stage in Giappone e approfondire la passione per la filosofia e il mondo asiatico  Prima Giappone, poi Vietnam, Indonesia e infine in  Qatar.

 

Buongiorno Mister ci spieghi  come sei arrivato ad allenare in Asia?

S.G. Ho sempre avuto la passione per l’Asia, nata anche dalle letture del mio concittadino filosofo e scrittore Tiziano Terziani. Aspettavo un occasione per poter vivere un esperienza e quando attraverso uno stage mi si è presentata ho scelto il Giappone.

 

Immagino che siano esperienze molto diverse tra loro quelle del Giappone, del Vietnam e dell’Indonesia.Ci puoi descrivere queste esperienze e le loro differenze?

S.G. Sono tutte culture totalmente diverse tra loro, i giapponesi hanno la cultura della disciplina e del senso del lavoro quindi ti permettono di lavorare bene e molto, di contro gli manca la forza di uscire da alcuni schemi mentali che ne frenano la fantasia e il coraggio di prendersi delle responsabilità. I vietnamiti per alcuni aspetti si avvicinano ai sudamericani, non per tecnica ma per caratteristiche strutturali. In Indonesia ho fatto il formatore per la Federazione, facevo alcuni corsi di formazione per far si che il movimento potesse crescere e i risultati si vedono ancora oggi. Dovevo prendere la Nazionale e fare il mondiale, ci ha fermato la squalifica della FIFA.

 

Due parole sull’esperienza in Qatar?

S.G.In Qatar è stato difficile lavorare, hanno ottime strutture ma non hanno la cultura del lavoro ed è difficile reperire il materiale umano che si voglia mettere a disposizione.

 

Visto che hai allenato squadre di club e Nazionali  in quale ruolo ti trovi meglio da allenatore o da selezionatore?

S.G.Le esperienze più importanti le ho fatte da selezionatore e vivendo questa professione con pathos ti dico che le emozioni e le sensazioni che hai quando guidi un intera nazione soprattutto in manifestazioni internazionali non li hai da nessun´altra parte. Quindi ti rispondo Selezionatore.

 

Hai detto più volte che i tuoi maestri sono stati ZEGO (inventore del 4-0) e VELASCO

professionalmente e umanamente ce li descrivi e cosa ti porti dietro nel tuo bagaglio da questi due grandi maestri di futsal?

S.G. Velasco è un genio della tattica, quando era in Italia stava avanti anni rispetto agli altri. Lui riesce a vedere situazioni di gioco che altri non vedono. Ha una lettura di gioco impressionante non a caso ha sempre ottenuto risultati importanti anche con roster che erano inferiori rispetto agli avversari.

Zego è un formatore. Il maestro della fase offensiva, ogni ragazzo che ha avuto sottomano è potuto crescere tantissimo, peccato non creda nella fase difensiva. Voglio aggiungere un altro maestro per me, che è Rodrigo con cui ho potuto lavorare in Giappone. Sotto l’aspetto dell’organizzazione del lavoro e gestione del gruppo è un vero maestro, anche dal punto di vista psicologico.

 

Parliamo degli imminenti campionati del mondo in Colombia,  l’italia è stata sorteggiata con il Vietnam, ambiente e movimento che conosci meglio di tutti.

Come gioca la squadra del Vietnam, ha dei talenti a cui far attenzione?

Può mettere in difficoltà l’Italia e può passare il turno considerando che le quattro migliori terze passano?

S.G. Quando l’ho allenata io la squadra del Vietnam ha quasi sempre espresso un buon gioco anche se mancavano alcune prerogative importanti come un Pivot  e non si era molto forti sul 1vs1, la nuova generazione invece ha colmato per buona parte queste lacune, anche se preferiscono giocate prestabilite. Non creano molte alternative alle soluzioni di palla lunga o palla corta. Lavorano bene le palle inattive.

Due nomi su cui fare particolare attenzione sono VU e NAM. Credo che trascinati dall’entusiasmo di un movimento in crescita possano riuscire a passare il turno.

 

Chi sono le tue favorite per la vittoria finale del mondiale?

Quale sarà la sorpresa?

S.G. Non credo ci si possa aspettare un alternativa al Brasile o alla Spagna per la vittoria finale.  L’Unica che potrebbe fare il colpaccio soprattutto se manterrà la guida tecnica di Giustozzi potrebbe essere l’Argentina. Il Mister è veramente bravo e già da giocatore si intuivano le sue capacità tattiche per poter fare ottimamente il lavoro da allenatore.

Se devo fare un nome di una Nazionale che possa essere la sorpresa della manifestazione dico l´IRAN.

 

Adesso parliamo di Futsal Italiano

Come consideri in generale il movimento e il campionato Italiano?

Pensi di tornare in italia ad allenare e qual è la cosa principale che ti darebbe lo spunto per lasciare l’Asia e tornare a fare calcio a 5 in Italia?

S.G. Purtroppo non riesco a vedere una crescita del movimento tale da farmi pensare positivamente al campionato italiano. Normale che la situazione economica del Paese si rispecchi anche su questo sport che

fatica a trovare persone che vogliano investire, soprattutto a lungo termine. Manca una programmazione seria e continua. In più anche il livello arbitrale mi sembra scarso. In questa stagione abbiamo assistito a troppe gare falsate da errori arbitrali che poi incidono pesantemente e negativamente sul movimento.

Se devo risponderti di getto al fatto che voglia tornare in Italia ad allenare ti dico. Ad oggi no.

 

 

Ultime due domande che sono più che altro due curiosità:

2013  all’International Futsal Tournment riesci a battere il Brasile per 2-3, mi dici l’emozione dopo il goal vittoria (tra l’altro con un bel cucchiaio sul portiere del Brasile)? E Come si preparano partite così in cui la differenza tecnica sembra ocsì evidente?

S.G. Avevamo giocato il Torneo esprimendo un bel gioco in quasi tutte le gare raccogliendo in termini di risultati meno di quello che meritavamo, ai miei ho detto che avevamo un opportunità per riprenderci qualcosa e di giocare contro i più forti al mondo a viso aperto, cercando di fare un pressing alto. Le motivazioni in queste gare poi si trovano da sole. Avevamo organizzato noi il torneo e ci tenevamo a fare bene.

 

Chiudo dicendo che ho sempre avuto 3 sogni legati a questo sport.

 

Partecipare da allenatore ad un Mondiale

Vedere questo sport alle Olimpiadi, magari da protagonista

E battere il Brasile.

Quest’ultimo sogno l’ho esaudito, adesso lavoro per gli altri due.

 

 

Grazie mille a Mister Gargelli Sergio e in bocca al lupo con tutto il cuore che tu possa raggiungere questi obbiettivi, in Asia o in altre parti del mondo, ma soprattutto speriamo che possa accadere qualcosa di buono che possa riportare la tua eccellenza ad allenare in Italia

PESCARA CALCIO A 5 – Sarà ancora MARCO PIZZOLI il preparatore atletico

Il PESCARA CALCIO A 5 rende noto dal suo sito ufficiale e dalla propria pagina facebook che anche per la stagione 2016-2017  sarà MARCO PIZZOLI il preparatore atletico