Intervista a MATTEO SABBATINI PEVERIERI

Matteo Sabbatini Peverini è un portiere ed allenatore  di 26 anni, da un anno ha preso il patentino da Allenatore di Calcio a 5, e gli piace molto lavorare con i ragazzi oltre a difendere la porta della propria squadra.E’ in cerca di una società che gli proponga un gruppo di giovani da allenare.

Buongiorno Matteo, parlaci subito delle tue esperienze da Giocatore e cosa vorresti dal futuro ?

M.S.P.  Buongiorno a voi e grazie per la possibilità che mi date. Sono un portiere che ha avuto alcune esperienze regionali. Non ero molto ambizioso, giocavo semplicemente perché  mi piaceva farlo, poi ho avuto la fortuna di avere Leonardo Romagnoli come allenatore e lavorando con lui ho scoperto che dovevo impegnarmi e lavorare duro ogni giorno se volevo ritagliarmi il mio spazio. E’ stata una grande annata e abbiamo ottenuto una promozione. Avrei voluto continuare a lavorare con lui, ma i programmi societari dovuti anche ad una fusione sono stati altri. Peccato solo che non me lo abbiano neanche comunicato. Ho fatto anche un paio di stagioni nella squadra del mio quartiere ma non ho avuto in questo caso la fortuna di imbattermi in un allenatore che ha creduto in me. Proprio invece il lavoro di Romagnoli mi ha stimolato l’idea di prendere il patentino da allenatore.

Bene, parlaci di questa esperienza del corso di Allenatore con Menichelli.

M.S.P. E’ stata un esperienza fantastica che ha arricchito molto il mio bagaglio. Amo chiamare Menichelli col giusto appellativo di Professore, perché le sue sono vere lezioni di calcio a 5, nella quale ho potuto apprendere molte cose che mi ritrovo adesso. Ho molti bei ricordi sia dei compagni di lezione come Lucileia e altri campioni ma anche ottimi allenatori e amici che stanno facendo bene con le giovanili come Maciocca e Baciorri. Avere la possibilità di ascoltare lezioni di calcio a 5 da un maestro come Menichelli che ha portato l’Italia in due mondiali sempre tra le prime quattro al mondo è una cosa importante e di cui vado molto fiero. Ho avuto anche un blocco emotivo durante l’esame orale dovuto proprio alla presenza del grande Ct con cui durante le lezioni si era creata grossa complicità.  Visionare filmati con situazioni di gioco e analizzare portieri tipo quello dell’ Argentina e del Brasile o lo stesso Mammarella per un portiere come me è stato di grande aiuto.

 

Nonostante la tua ancor giovane età hai già esperienze lavorative nei settori giovanili. Quali sono i tuoi programmi e le tue ambizioni future?

M.S.P. Già dal 2010 ho iniziato a lavorare con i ragazzi, sia come allenatore che come preparatore dei portieri che inizialmente credevo potesse essere il mio vero ruolo visto che sono portiere, credevo di poter trasmettere ai ragazzi più giovani le mie competenze ma col tempo ho realizzato che le mie soddisfazioni più grandi le trovo allenando un gruppo di ragazzi e cercando di impartire loro oltre che nozioni tattiche e tecniche quegli stimoli, la determinazione, la grinta che sono fondamentali per raggiungere obiettivi importanti. Quest’anno ho potuto allenare col CSI un gruppo di 2000-2001, praticamente al primo anno e nonostante le tante difficoltà sia per motivi logistici legati alla società sia perché i ragazzi partivano da zero con molto lavoro e molta pazienza ho notato in molti di loro molti miglioramenti e per me è una grande soddisfazione. Inoltre ho potuto lavorare grazie a Massimiliano Scortechini al L’airone  allenando i portieri under 21 e allievi. Inoltre ho fatto qualche panchina in prima squadra in serie D con la mia società.

Ci vuoi fare un nome di un portiere giovane che secondo te potrà fare bene in futuro?

M.S.P. Alessio Passarini è un ragazzo di prospettiva su cui punterei molto

Chiudiamo parlandoci di quello che vorresti fare nell’ imminente futuro.

M.S.P. Senza offendere nessuno, ho lavorato sempre in realtà di quartiere, oratoriali. E non ti nascondo che ho avuto pochi giorni fa una richiesta da una società sempre di questo livello che mi fa piacere aver ricevuto e che sto valutando però vorrei provare a misurarmi con realtà un po più grandi, che mi diano la possibilità di lavorare su un gruppo di ragazzi che abbiano già un minimo di base di scuola calcio a 5, che facciano quindi un campionato agonistico che vada dai giovanissimi alla Juniores. In una società seria, dove ci sia la possibilità eventualmente anche di poter fare il portiere in una serie C magari. Perché la serie D mi sta un po stretta. Credo di meritare qualcosa di più.

L’idea di affiancarti ad un allenatore che abbia più esperienza, per crescere, la prendi in considerazione?

M.S.P.Dipende, preferirei gestire un gruppo di ragazzi personalmente, magari prendendomi tutte le responsabilità, anche sbagliando se servisse a imparare e crescere. Purtroppo diversi miei colleghi allenatori usano il collaboratore come porta birilli, io invece se devo affiancarmi ad uno vorrei poter contare qualcosa, confrontarmi con lui, proporre esercitazioni. E’un discorso un po diverso.

Grazie mille a Matteo e lo salutiamo chiedendogli che ne pensa del nostro sito?

M.S.P.E’ una bella iniziativa, avere un database che fornisce molte informazioni può essere utile a tutto il mondo futsal. Inoltre diventa anche una vetrina per allenatori come me che vogliono mettersi in gioco e non conoscono molte persone. Stessa cosa credo valga per società un po piccole che hanno bisogno di visibilità.